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Le torri costiere di Sassari

A partire dal XVI secolo prende avvio il programma di costruzione delle torri costiere per volere della Corona Spagnola. Una prima fase edificatoria vede la costruzione di singole torri situate in prossimità dei principali centri urbani costieri. Intorno alla metà del ‘500 inizia a prendere forma un sistema più complesso di fortificazioni costiere attraverso il quale viene creata una rete di avvistamento e di difesa ravvicinata.

Torri costiere: il sistema difensivo contro la pirateria

In seguito alla battaglia di Lepanto le frontiere degli Stati mediterranei della Corona Spagnola erano minacciate dalle continue azioni di pirateria ottomana e delle città stato a questa alleate.

Nel 1572 Filippo II affidò a Marco Antonio Camos, capitano di Iglesias, il compito di sovrintendere ad uno studio territoriale dei litorali dell’isola al fine di implementare il sistema difensivo. Egli effettuò un primo censimento delle torri già esistenti e individuò le località scoperte nelle quali costruirne di nuove. Successivamente il Sovrano inviò nell’Isola De Moncada col compito di attuare l’effettivo ampliamento del sistema esistente. Ulteriori costruzioni seguirono nel corso del Seicento e poi nel Settecento sotto i Savoia.

Per organizzare la gestione del personale addetto e la fornitura degli approvvigionamenti venne istituita la Reale Amministrazione delle Torri che perdurerà fino alla dismissione avvenuta con il regio decreto n. 93, emanato in periodo sabaudo il 17 settembre 1842.

La struttura delle torri vicine a Sassari

Le torri presenti nel perimetro della costa sarda sono per la quasi totalità di forma circolare. Per avvalorarne la funzione difensiva erano situate su promontori o presso le insenature, dalle quali era possibile dominare un ampio raggio visivo, costituendosi in catene utili alla trasmissione delle informazioni.

 Si distinguevano tre tipologie di torri:

 - le più grandi e meglio armate erano dette torri “de Armas” o Gagliarde, la cui guarnigione era comandata da un alcalde (Capitano), erano armate tipicamente di quattro cannoni di grosso calibro, due spingarde e cinque fucili, erano dunque di difesa pesante;

 - quelle di media grandezza erano dette “Senzillas” o semplici, presidiate da un alcalde e quattro uomini e armate tipicamente di due cannoni di medio calibro, due spingarde e cinque fucili, erano dunque di difesa leggera;

 - mentre le più modeste, le “Torrezillas”, presidiate da due soldati, fungevano quasi esclusivamente da punto di avvistamento. Le torri più piccole avevano l’ingresso in alto quindi i soldati di guardia entravano con una scala che veniva poi ritirata all’interno.

Da Porto Ferro al Golfo dell’Asinara

Il tratto di competenza della Città di Sassari era anticamente molto ampio e si estendeva dalla Baia di Porto Ferro fino al litorale del Golfo dell’Asinara. Oggi sul tratto di costa del Comune di Sassari sono presenti, nella baia di Porto Ferro, la torre di Bantine Sale, la Torre Negra e la Torre Bianca (o di Airadu).

La torre di Bantine Sale era una “Torrezilla” di avvistamento e di piccole dimensioni che venne costruita nella metà del Cinquecento a controllo del capo meridionale della baia di Porto Ferro. A settentrione è presente la torre Bianca, anch’essa della metà del ‘500. Per la sua scarsa valenza difensiva con l’uso delle armi da fuoco, venne quindi utilizzata dai corallari che pescavano nelle vicinanze.

A questo scopo le venne affiancato un alto muro di recinzione. Su un alto promontorio si colloca la più importante torre Negra, una “Senzilla” che ospitava i cannoni ed il personale addetto. Era dotata di un'ampia cisterna al piano terra e di una grande camera che ospitava la piccola guarnigione ed il deposito. Dalle cannoniere della terrazza era possibile difendere col tiro tutta la Baia. La torre era fornita di un perimetro fortificato che seguiva l’orografia del pianoro.

Durante la seconda guerra mondiale, In previsione di uno sbarco alleato previsto nella spiaggia di Porto Ferro, venne predisposto un sistema di difesa antisbarco che riutilizzava le antiche strutture, alle quali si affiancarono più moderni costruzioni in casamatta realizzate in cemento armato.

Come arrivare alle Torri Costiere vicine

Si può arrivare a Porto Ferro dalla SS291 Sassari-Fertilia. All’altezza di Santa Maria La Palma si prosegue nella SP 55 bis che prosegue per Porto Conte -Capo Caccia. Imboccate quindi la SP 69, gira a sinistra su Via Pattada e proseguite sino a quando sulla destra troverete la SP Porto Ferro.

Dopo aver parcheggiato l’auto alla fine della strada, davanti al parcheggio si trova un sentiero che porta alla Torre Bantine Sale. Scendendo sulla spiaggia e percorrendola tutta si può ammirare la Torre Bianca. Dietro questa si trova infine un sentiero che porta alla Torre Negra.

 

Le torri costiere di Sassari

A partire dal XVI secolo prende avvio il programma di costruzione delle torri costiere per volere della Corona Spagnola. Una prima fase edificatoria vede la costruzione di singole torri situate in prossimità dei principali centri urbani costieri. Intorno alla metà del ‘500 inizia a prendere forma un sistema più complesso di fortificazioni costiere attraverso il quale viene creata una rete di avvistamento e di difesa ravvicinata.

Torri costiere: il sistema difensivo contro la pirateria

In seguito alla battaglia di Lepanto le frontiere degli Stati mediterranei della Corona Spagnola erano minacciate dalle continue azioni di pirateria ottomana e delle città stato a questa alleate.

Nel 1572 Filippo II affidò a Marco Antonio Camos, capitano di Iglesias, il compito di sovrintendere ad uno studio territoriale dei litorali dell’isola al fine di implementare il sistema difensivo. Egli effettuò un primo censimento delle torri già esistenti e individuò le località scoperte nelle quali costruirne di nuove. Successivamente il Sovrano inviò nell’Isola De Moncada col compito di attuare l’effettivo ampliamento del sistema esistente. Ulteriori costruzioni seguirono nel corso del Seicento e poi nel Settecento sotto i Savoia.

Per organizzare la gestione del personale addetto e la fornitura degli approvvigionamenti venne istituita la Reale Amministrazione delle Torri che perdurerà fino alla dismissione avvenuta con il regio decreto n. 93, emanato in periodo sabaudo il 17 settembre 1842.

La struttura delle torri vicine a Sassari

Le torri presenti nel perimetro della costa sarda sono per la quasi totalità di forma circolare. Per avvalorarne la funzione difensiva erano situate su promontori o presso le insenature, dalle quali era possibile dominare un ampio raggio visivo, costituendosi in catene utili alla trasmissione delle informazioni.

 Si distinguevano tre tipologie di torri:

 - le più grandi e meglio armate erano dette torri “de Armas” o Gagliarde, la cui guarnigione era comandata da un alcalde (Capitano), erano armate tipicamente di quattro cannoni di grosso calibro, due spingarde e cinque fucili, erano dunque di difesa pesante;

 - quelle di media grandezza erano dette “Senzillas” o semplici, presidiate da un alcalde e quattro uomini e armate tipicamente di due cannoni di medio calibro, due spingarde e cinque fucili, erano dunque di difesa leggera;

 - mentre le più modeste, le “Torrezillas”, presidiate da due soldati, fungevano quasi esclusivamente da punto di avvistamento. Le torri più piccole avevano l’ingresso in alto quindi i soldati di guardia entravano con una scala che veniva poi ritirata all’interno.

Da Porto Ferro al Golfo dell’Asinara

Il tratto di competenza della Città di Sassari era anticamente molto ampio e si estendeva dalla Baia di Porto Ferro fino al litorale del Golfo dell’Asinara. Oggi sul tratto di costa del Comune di Sassari sono presenti, nella baia di Porto Ferro, la torre di Bantine Sale, la Torre Negra e la Torre Bianca (o di Airadu).

La torre di Bantine Sale era una “Torrezilla” di avvistamento e di piccole dimensioni che venne costruita nella metà del Cinquecento a controllo del capo meridionale della baia di Porto Ferro. A settentrione è presente la torre Bianca, anch’essa della metà del ‘500. Per la sua scarsa valenza difensiva con l’uso delle armi da fuoco, venne quindi utilizzata dai corallari che pescavano nelle vicinanze.

A questo scopo le venne affiancato un alto muro di recinzione. Su un alto promontorio si colloca la più importante torre Negra, una “Senzilla” che ospitava i cannoni ed il personale addetto. Era dotata di un'ampia cisterna al piano terra e di una grande camera che ospitava la piccola guarnigione ed il deposito. Dalle cannoniere della terrazza era possibile difendere col tiro tutta la Baia. La torre era fornita di un perimetro fortificato che seguiva l’orografia del pianoro.

Durante la seconda guerra mondiale, In previsione di uno sbarco alleato previsto nella spiaggia di Porto Ferro, venne predisposto un sistema di difesa antisbarco che riutilizzava le antiche strutture, alle quali si affiancarono più moderni costruzioni in casamatta realizzate in cemento armato.

Come arrivare alle Torri Costiere vicine

Si può arrivare a Porto Ferro dalla SS291 Sassari-Fertilia. All’altezza di Santa Maria La Palma si prosegue nella SP 55 bis che prosegue per Porto Conte -Capo Caccia. Imboccate quindi la SP 69, gira a sinistra su Via Pattada e proseguite sino a quando sulla destra troverete la SP Porto Ferro.

Dopo aver parcheggiato l’auto alla fine della strada, davanti al parcheggio si trova un sentiero che porta alla Torre Bantine Sale. Scendendo sulla spiaggia e percorrendola tutta si può ammirare la Torre Bianca. Dietro questa si trova infine un sentiero che porta alla Torre Negra.

 

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I colori di Porto Ferro, la spiaggia “Bandiera Blu” di Sassari

La sabbia color ocra, il mare blu e il verde intenso della vegetazione incontaminata.

Sono i colori del promontorio di Porto Ferro, un paradiso per gli amanti del surf nelle giornate di vento e per gli appassionati di snorkeling e diving grazie alla varietà di specie marine nei fondali.

Porto Ferro ha confermato anche nel 2020 la Bandiera Blu ottenuta nel 2016, l’ormai famosissimo riconoscimento internazionale assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri di gestione sostenibile del territorio.

Si tratta di un'area Sic (Sito d’Interesse Comunitario) di grande interesse turistico dove habitat e biodiversità si integrano con le testimonianze storiche del passato in una caratteristica cornice.

La spiaggia di Porto Ferro è racchiusa tra due promontori su cui si elevano torri di avvistamento saracene risalenti al XVII secolo, la Torre di Bantine Sale a sud, la Torre Bianca a nord e la Torre Negra su un promontorio poco più a nord.

Il mare presenta una notevole varietà di specie marine che rende i fondali meta prediletta dei subacquei, mentre non è raro assistere alle evoluzioni dei surfisti nelle giornate di forte vento.

La spiaggia prosegue con alcune calette situate tra speroni rocciosi emergenti dal mare. Alle spalle della spiaggia, collegato da una vasta e rigogliosa pineta, si estende uno dei più importanti sistemi dunali della Sardegna.

La costa a sud della Torre di Bantine Sale è alta e frastagliata, intervallata da calette rocciose o formate da pietre levigate. Le acque color smeraldo e i fondali della zona, ricchi di vita, presentano molte attrattive per gli appassionati di snorkeling.

  • Pubblicato in Eventi

I colori di Porto Ferro, la spiaggia “Bandiera Blu” di Sassari

La sabbia color ocra, il mare blu e il verde intenso della vegetazione incontaminata.

Sono i colori del promontorio di Porto Ferro, un paradiso per gli amanti del surf nelle giornate di vento e per gli appassionati di snorkeling e diving grazie alla varietà di specie marine nei fondali.

Porto Ferro ha confermato anche nel 2020 la Bandiera Blu ottenuta nel 2016, l’ormai famosissimo riconoscimento internazionale assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri di gestione sostenibile del territorio.

Si tratta di un'area Sic (Sito d’Interesse Comunitario) di grande interesse turistico dove habitat e biodiversità si integrano con le testimonianze storiche del passato in una caratteristica cornice.

La spiaggia di Porto Ferro è racchiusa tra due promontori su cui si elevano torri di avvistamento saracene risalenti al XVII secolo, la Torre di Bantine Sale a sud, la Torre Bianca a nord e la Torre Negra su un promontorio poco più a nord.

Il mare presenta una notevole varietà di specie marine che rende i fondali meta prediletta dei subacquei, mentre non è raro assistere alle evoluzioni dei surfisti nelle giornate di forte vento.

La spiaggia prosegue con alcune calette situate tra speroni rocciosi emergenti dal mare. Alle spalle della spiaggia, collegato da una vasta e rigogliosa pineta, si estende uno dei più importanti sistemi dunali della Sardegna.

La costa a sud della Torre di Bantine Sale è alta e frastagliata, intervallata da calette rocciose o formate da pietre levigate. Le acque color smeraldo e i fondali della zona, ricchi di vita, presentano molte attrattive per gli appassionati di snorkeling.

 

 

 

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